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Il 2 febbraio 2012, presso la sede nazionale del Partito Democratico (via S. Andrea delle Fratte 16, Roma) si è tenuto un incontro sul tema “Lavoro, oltre la precarietà, più diritti, più tutele, più occupazione” organizzata dalle associazioni AReS, Lavoro&Welfare, EuropaLavoroImpresa e 20 Maggio con introduzione di Cesare Damiano, e le conclusioni di Pier Paolo Baretta.
Riportiamo (per vedere il video cliccare sul nome):
Conclusioni di Pier Paolo Baretta
Intervento di Tiziano Treu
Intervento di Donata Gottardi
Intervento di Paolo Nerozzi
Intervento di Stefano Fassina
Intervento di Luisa Corazza
Introduzione di Cesare Damiano
E’ possibile trovare la registrazione integrale dell’incontro su YouDem.tv
La riduzione dei circa 40 tipi diversi di contratto di lavoro legalmente possibili oggi in Italia, e l’ introduzione di un contratto unico con tutele progressive, è sicuramente una proposta attraente dal punto di vista della civilizzazione dei rapporti di lavoro e della riduzione delle disuguaglianze tra lavoratori. . . . La proposta prevede anche l’ impossibilità di ricorrere al trucco, molto utilizzato da diversi imprenditori, di licenziare e riassumere, per impedire sia la maturazione dei tre anni, sia di raggiungere il massimo dell’ indennità. . . . In un Paese con una classe imprenditoriale matura, che investe nella propria forza lavoro e che considera uno spreco di risorse un turn over troppo accentuato della propria forza lavoro, questo modello contrattuale apparirebbe ragionevole ed equilibrato. . . .
Se la creatività della classe imprenditoriale italiana si applicasse ai prodotti e ai processi produttivi con altrettanta intensità di quella sfoggiata nell’ utilizzare le possibilità offerte dai contratti di lavoro per non investire nel capitale umano, forse avremmo minori problemi di competitività in Europa e nel mondo.
(di Chiara Saraceno – già su Repubblica del 23.1.2012)[…]
visualizza Contratti unici e capitale umano
Il Presidente Monti ha sostenuto l’equità delle sue decisioni nei provvedimenti “salva Italia” con la constatazione che ha scontentato tutti, in pari grado, riproponendo con ciò una regola alla base della teoria dei giochi, che una buona transazione è quella che scontenta tutti, a causa delle reciproche rinunce a vantaggio di un interesse generale.
Tutti i soggetti, individuali e collettivi, sono portatori di idealità e di obiettivi ottimali che riflettono cosa e come vorrebbero essere ed ottenere. . . .
Si viene così a configurare una situazione di conflittualità che, fortunatamente nella grande maggioranza dei casi, esclude la distruzione dell’avversario per cui quanti studiano la strategia del conflitto suggeriscono che è utile accettare il presupposto che la maggior parte delle situazioni conflittuali siano essenzialmente situazioni contrattuali. . .
Una tale situazione si riscontra nel confronto aperto tra Governo e parti sociali che sono alla ricerca di un compromesso in materia di nuove regole del lavoro in grado di incentivare la crescita di una sana occupazione rispetto alle quali si rinnova la divergenza degli interessi. . . .
(a cura dell’ISRIL)[…]
visualizza Il confronto Governo Parti sociali uno scenario possibile
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